venerdì 10 gennaio 2020

DIDATTICA DIGITALE (DigCompEdu)

Ciao a tutti, e benvenuti nel mio blog!❤

In questo post andrò ad analizzare la terza area promossa dal Framework Europeo delle Competenze Digital, ovvero quella inerente la didattica digitale.

Cos'è la didattica digitale 
Essa si riferisce ad una modalità di insegnamento/apprendimento differente da quella tradizionale basata sulla centralità del docente, che invece promuove il ruolo attivo degli studenti anche e soprattutto grazie alle tecnologie.

A chi è indirizzata

Naturalmente, chi ne fa maggior uso sono i docenti e gli studenti in ambito scolastico, ma nulla vieta che possa essere un metodo di educazione anche da parte di educatori o genitori.
Non è un requisito fondamentale, per i bambini, avere una determinata età: naturalmente sta all'adulto capire quali siano gli strumenti più adatti considerando i vari aspetti in termini di competenze del bambino, sicurezza del metodo utilizzato, budget e feedback dei bambini.

Come la si mette in pratica  

Ora veniamo al nocciolo della questione, la domanda che prima di tutte sorge alla nostra mente:
                          
                         "Ma come si fa?"

La didattica digitale prevede innanzitutto la progettazione: l'insegnante prepara vari strumenti digitali (come i classici power point; google maps;  poster, volantini e grafici con Canva; mappe concettuali grazie a LearningApps; piuttosto che sondaggi su conoscenze e desideri dei bambini tramite Mentimeter)..

Naturalmente non è necessario che gli studenti portino ognuno un device: essi possono essere presi in prestito dalla biblioteca scolastica, qualora ne disponesse, o semplicemente si può lavorare solo tramite quello del docente.

Grazie a mail, blog e documenti che consentono una risposta tempestiva del docente, egli potrà effettuare dello scaffolding (aiuto, in parole spicciole) anche se non si trova fisicamente con lo studente. Tale scaffolding può, come ribadito da DigCompEdu, venir dato anche da altri bambini, che commenteranno ed aiuteranno lo studente in difficoltà.
 Questo punto stimola la collaborazione tra studenti, che si aiutano in casi di necessità e si congratulano (creando così anche dei legami) con gli altri per i loro lavori. Viene meno, dunque, la "privacy" di una verifica o di un quaderno, che come ci hanno sempre detto gli insegnanti "Non dovete condividere e mostrare a tutti le vostre prove. Basta confrontarvi!". Questo 'basta confrontarvi' che tanto ci hanno ripetuto, viene invece sostituito da un 'basta isolarvi, mostrate e CONDIVIDETE!'.
Così, è evidente, la scuola prende tutto un altro sapore, che cessa di celarsi dietro a barriere di pseudo- privacy nei confronti dei propri artefatti, buttate giù in un secondo dall'insegnante se invece si tratta di risultati: i docenti, spesso, non si fanno problemi a dire i voti a voce alta, i "brav*" e i "non sufficiente"... Ma quando si tratta di capire il motivo di questa "bravura" o di questa "insufficienza" la risposta è sempre, o quasi: "dovevi studiare di più", "non scambiatevi le prove, non è lecito sapere ciò che hanno fatto gli altri, dobbiamo fare altro. Perdiamo solo tempo!".

La pianificazione, tuttavia, non viene fatta solamente dal docente, ma anche dagli studenti, che possono modificare continuamente i loro elaborati, migliorarli, aggiungere o togliere informazioni e prefissarsi scadenze che non dipendano necessariamente dai giorni ed orari scolastici. Essi possono inoltre reperire la tipologia di documenti e materiali che prediligono: video 📹,documenti scritti🗎, canzoni e audio🎵, interviste e telegiornali🎤...

Aspetti negativi

Certamente, tale tipologia di didattica non scampa ad aspetti negativi.
Innanzitutto, vi è la questione economica: non tutte le scuole dispongono di computer sufficientemente nuovi, o non ne dispongono proprio, o non in numero sufficiente. Anche le famiglie non hanno necessariamente computer o tablet: certo, se si pensa al Trentino- Alto Adige suona strano pensare che in casa non si abbia almeno uno di questi tipi di tecnologie, ma in alcune parti d'Italia? E nel resto del mondo?
Obbligare la famiglia all'acquisto di un pc, tablet o smartphone trovo sia inopportuno ed illegittimo. Ed anche se lo avessero, siamo certi che i genitori abbiano una conoscenza sufficiente degli stessi tale da aiutare i figli? In quanto, molto probabilmente, l'insegnante non partirà spiegando come si accende un computer, come lo si connette alla rete, cosa fare qualora si verificassero alcuni problemi comuni: spesso, e qui parlo per esperienza, gli insegnanti cominciano con l'idea che i bambini siano tutti dei piccoli Steve Jobs.
Non so voi, ma io non lo ero.

Un'altra problematica che può sorgere è quella relativa alla perdita della manualità: se tutti gli insegnanti utilizzassero solamente la didattica digitale, si giungerebbe a bambini che a stento sanno utilizzare una colla (ma sanno fare ctrl+ c), che non sanno scrivere bene tutte le lettere in corsivo (sul pc troviamo il noiosissimo stampatello) e per i quali il 'far di conto' significa aprire l'app 'calcolatrice'.
Naturalmente queste sono previsioni ampollose e provocatorie, ma credo sia passato il concetto.

Un ultimo aspetto negativo della didattica digitale è il fatto che, a causa della moltitudine di foto/video/documenti/link ecc. divenga complesso per i bambini, e talvolta anche per i ragazzi, ricordare dove andare a ricercare e trovare tutto il materiale, rischiando di 'tralasciare dei pezzi' (cosa che, tuttavia, può accadere anche nella didattica tradizionale, ad esempio perdendo le schede). 

Insomma, didattica digitale si... Ma con moderazione e sapiente utilizzo, affinché non vada a surclassare quella tradizionale, fatta di conversazioni a voce, inchiostro su carta, mani sporche di tempere e pennarelli ed immagini ritagliate.

Aspetti positivi

Dulcis in fundo... i punti in favore della didattica digitale.
Nella sezione precedente ne ho elencati vari che andavano a contrastare questa metodologia ma non preoccupativi: se la si mette in atto un motivo c'è, anzi, ce ne sono molti!

Innanzitutto la didattica digitale, proprio in quanto offre vari metodi per affrontare gli argomenti oltre al libro di testo standard, risulta indispensabile per studenti con DSA. Ciò non nega tuttavia l'utilità a studenti 'normotipici', che possono trarne vari benefici.

DSA è l'acronimo di 'Disturbi Specifici dell'Apprendimento' e si 
riferisce a dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. 
Il supporto, la descrizione ed il riconoscimento di tali disturbi 

Un altro vantaggio è sicuramente l'interesse che la tecnologia stimola nei bambini: essi sono infatti tendenzialmente attirati da essa, e pur affrontando un argomento scolastico che generalmente reputerebbero poco stimolante, affrontandolo in maniera digitale diverrà (con alte probabilità) molto più avvincente.

Computer e internet sono gli strumenti di lavoro del futuro, quindi meglio abituarli fin da subito, a patto che venga fatto con competenza da parte dell'insegnante e sicurezza.

Ultimo, ma non meno importante, internet spesso parla il loro linguaggio, quello dei cosiddetti 'nativi digitali': risulterà loro più semplice capire ciò che viene esplicitato e captarlo come un qualcosa di adatto a loro.

In conclusione, personalmente promuovo la didattica digitale... Ma con moderazione e sapiente utilizzo, affinché non vada a surclassare quella tradizionale, fatta di conversazioni a voce, inchiostro su carta, libri sottolineati, quaderni colorati, scritti e cancellati, mani sporche di tempere e pennarelli ed immagini ritagliate.

Voi come la pensate? Vi attendo nei commenti qui sotto!


Nel prossimo post, come precedentemente accennato, approfondirò l'area 6 del DigCompEd: facilitare lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti.

Qualora ancora non li aveste letti, vi rimando al post precedente insegnante tecnologico, fisico e digitale 
Ed al mio primo post umanità mediale 

Alla prossima 😉  

Elena



 

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